Brand Reporter Award 2019. A chi sono andati gli Oscar del Brand Journalism di Brand Reporter Lab

Sono stati assegnati ieri sera al Maxxi di Roma i Brand Reporter Award, prima edizione degli Oscar italiani del brand journalism. Il premio, basato sui risultati delle analisi svolte dall’Osservatorio Brand Reporter Lab illustrate nel corso della serata, è un riconoscimento alle organizzazioni, agli uomini  e alle donne che si sono distinti nell’interpretazione e nello sviluppo del fenomeno del Brand Journalism. E’ un premio a chi ha trasformato, o ha iniziato il percorso di trasformazione, di una Direzione Comunicazione tradizionale in una media company riorganizzando funzioni, persone e pratiche secondo i canoni di questo nuovo paradigma.

Questi i riconoscimenti assegnati e le relative motivazioni:

1. Premio Best Media Company: Red Bull (ritirato da Marco Gobbi Pansana, Head Of Media Network e Francesco Marinelli, Content Manager) per aver compiuto integralmente la transizione da Azienda a Media-Company, riuscendo nell’impresa di spingersi oltre anche in questo ambito, attraverso la creazione di un nuovo ed esigente pubblico, nutrito con contenuti stratosferici (e non per modo di dire), in piena coerenza con il DNA del proprio brand.

2. Premio Best Business Channel: Gruppo Pirelli (ritirato da Maurizio Abet, Senior Vice-President Communication) per aver creato un magazine di brand dimostrando che un contenuto ‘di nicchia’ o ‘da addetti ai lavori’ esiste solo se non lo si sa divulgare. Un passo coraggioso, che fa di Pirelli.com un canale in grado di attrarre operatori, utenti e appassionati del mondo degli pneumatici, sperimentando format innovativi e sempre ben ‘aderenti’ al racconto del brand, della sua storia e del suo futuro.

3. Premio Best Scenario Chanel: Gruppo Unipol (ritirato da Fernando Vacarini, Responsabile Media Relations e Direttore di “Changes”) per aver fatto del proprio scenario valoriale un prodotto di informazione che affronta in maniera trasversale, attraverso dati e firme autorevoli, ambiti di attività e relative sfide per la nostra società. Changes è un brand magazine multicanale e transmediale che sfrutta in maniera sinergica la velocità di diffusione del digitale e le capacità di approfondimento del linguaggio cartaceo.

4. Premio Best Organization: Terna (ritirato da Omar Al Bayaty, Responsabile Comunicazione Esterna e Investor Relations) per aver pensato all’opportunità di sostenere la fluidità dell’informazione all’interno dell’organizzazione, ideando la piattaforma Content factory, hub intelligente di contenuti ufficiali del brand per i diversi stakeholder, trasformando così i contenuti di informazione prodotti dal brand in strumento di capitalizzazione del know-how dell’azienda.

5. Premio Best Integrated Ecosystem: Vatican Media (ritirato da Mons. Lucio Adriano Ruiz, Segretario del Dicastero per la Comunicazione del Vaticano) per aver creato un flusso di contenuti di informazione multicanale, multimediale, multipiattaforma e multilingua, facendo evolvere il concetto di trasmissione tradizionale verso quello reticolare, abilitato da un sistema di canali che vanno dall’etere al digitale terrestre al sito istituzionale e ai social media fino alle applicazioni mobile, in grado di erogare servizi giornalistici, articoli e fotonotizie, programmi radiofonici e televisivi, in diretta streaming e podcast. Il tutto sotto il cappello di un ‘brand’ millenario e globale.

6. Premio Best Digital Ecosystem: Treccani (ritirato da Massimo Bray, Direttore Generale) per aver avviato un’attività di informazione digitale che non teme l’analisi e l’approfondimento, attraverso la selezione e il commento puntuale dei fatti principali dell’attualità geopolitica e culturale. Un ecosistema che, attraverso l’uso selezionato dell’ipertesto e del riferimento bibliografico, spedisce la missione enciclopedica nel futuro, realizzando una salda e virtuosa integrazione con il più ampio ecosistema digitale.

7. Premio Best Personal Media a Roberto d’Agostino (che ha ritirato il premio) per aver fatto del suo nome un ecosistema editoriale di informazione, costruendo, con Dagospia e l’utilizzo delle dinamiche della Rete, un “mondo parallelo” che racconta le aziende e la società attraverso la chiave del gossip, del parossismo e della satira, e talvolta anche attraverso lo scoop.

Nel corso della serata, moderata da Carlo Fornaro, Presidente dell’Osservatorio Brand Reporter Lab, Diomira Cennamo, Direttore Scientifico dell’Osservatorio ha presentato i risultati della Ricerca Azienda Media-Company, la principale ricerca annuale dell’Osservatorio Brand Reporter Lab, che ha misurato il grado di utilizzo degli strumenti e delle tecniche del Brand Journalism nelle 150 principali aziende italiane della classifica RepTrak 2018. La ricerca, in uscita con altri contributi originali sul tema per i tipi di Hoepli, è stata effettuata in collaborazione con l’Università di Roma Tre.


Guarda il video integrale dell’evento su Facebook: LIVE – Brand Reporter Award 2019

 

Diomira Cennamo, direttore scientifico di Brand Reporter Lab, presenta i risultati della ricerca “L’Azienda Media-Company”

Fancesco Giorgino, giornalista Rai e docente di Giornalismo e Comunicazione, commenta la ricerca “L’Azienda Media-Company.

Carlo Alberto Pratesi, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Roma Tre, commenta la ricerca “L’Azienda Media-Company.

Tutti i vincitori dei Brand Reporter Award 2019

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